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Seminario di approfondimento 26/01/2008
Fenomenologia dell'omicidio seriale & il caso del mostro di Firenze
LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI DENISE PIPITONE ( articolo pubblicato nel settembre 2004 )
Commento del webmaster:
Innanzitutto ci tengo ad esprimere tutta la mia solidarietà verso i familiari della piccola Denise e verso tutte le persone che tengono a lei,ringraziando il mittente anonimo di questa e-mail per aver preso in considerazione "criminiseriali.it" e scusandomi del ritardo con cui la pubblico.
Purtroppo il caso della scomparsa di Denise Pipitone non è di semplice lettura, sopratutto per la grandissima lacuna di informazioni riguardanti la sua scomparsa. Nel profilo stilato dal mittente della e-mail si fa riferimento a tre principali filoni di indagine, e purtroppo,a quanto pare, nessuno suffragato dalla minima prova. Si fa inoltre riferimento alla strana mancanza di testimoni ( c'è un riferimento all'omertà ) poichè un rapimento a quell'ora del mattino e con un mercatino nelle vicinanze non può passare inosservato. Di qui si fa avanti l'ipotesi del rapitore "esperto"di quella strada, uno che cioè in quella zona era gia stato molte volte e per questo ha avuto la possibilità di passare inosservato. Un'altra ipotesi avanzata è quella del rapimento a scopo di lucro,per il mercato dei bambini o peggio ancora quello degli organi.
In uno spirito critico mi sento di affermare che le ipotesi avanzate in questa e-mail (seppur doverose per cercare in ogni modo e con qualsiasi mezzo di ritrovare la piccola Denise ) sono purtroppo molto affrettate e prive di fondamenta, basate su profili altamente generalizzati applicabili a molteplici casi di sparizione di un bambino nonchè a molteplici casi di omicidio (ad es. quello di Cogne,una delle ipotesi della difesa, poi non portata bene avanti, consisteva nell'affermare che un individuo fosse entrato nella villetta per una vendetta personale contro la famiglia si Samuele).
Ma seppur affrettate le ipotesi di profilo possono comunque tornare molto utili, sopratutto se portano a delle "misure consigliate" ( come le chiama l'autore della e-mail ) per irretire il colpevole del rapimento e cercare di indurlo a commettere degli errori. Ed è per questo che seppur non condividendo appieno il profilo stilato, è stato pubblicato il testo di questa e-mail per intero nella speranza che abbia la maggior visibilità possibile.
Infine va il mio più sincero augurio affinché Denise Pipitone venga ritrovata al più presto sana e salva.
F.D
NOTA Dicembre 2007 : La rinnovata attenzione giornalistica di questi ultimi giorni verso questo caso mi obbliga a porre di nuovo a revisione critica la mail ricevuta e pubblicata da mittente anonimo, e a fare delle dovute precisazioni. Primaditutto La signora Piera Maggio disconosce l'autore di tale mail che si professa come suo compagno di studi, inoltre la stessa mail è stata a tempo debito (ovvero poco dopo la pubblicazione nel 2004) girata alla polizia postale siciliana che si occupa anch'essa del caso. Rinnovo tutt'oggi il mio augurio per il ritrovamento della piccola Denise sana e salva, e mi astengo da considerazioni che, come purtroppo sta accadendo spesso in molti show televisivi e siti internet, lasciano il tempo che trovano e confondono solo le acque. Non è così che si può dare una mano alla signora Maggio e alla piccola Denise. Ritengo che, seppur con molta difficoltà, le forze dell'ordine stiano facendo quanto in loro potere e anche di più per risolvere la questione.
Buona navigazione a tutti.
Dr. F.Delicato - Direttore CRIMINISERIALI
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Lettera da un compagno di corso della madre di Denise
From: ---------------------
To: webmaster@criminiseriali.it
Date: 30 Sep 2004, 10:20:35 AM
Subject: Da un compagno di corso della madre di Denise
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"AIUTATECI A TROVARE LA NOSTRA PICCOLA DENISE"
DENISE PIPITONE
DATA DI NASCITA:26/10/2000
OCCHI: Castani
CAPELLI: Castani
ALTEZZA: 98 cm
PESO: 16 kg
SEGNI PARTICOLARI: Un graffio sotto l'occhio sinistro
Scomparsa il 01/09/04 alle ore 12.00 circa di fronte la propria abitazione
in via Domenico La Bruna, 6 - Mazara del Vallo
Al momento della scomparsa indossava uno smanicato color verde mela e pantaloncini arancioni.
Oltre a contattare le autorità competenti,
per poter fornire qualsiasi informazione UTILE IN QUALSIASI MODO al ritrovamento, telefonare al numero:
340 5403309
Vi ringraziamo di cuore per la vostra solidarietà, che ci riempie di coraggio e ci dà il sostegno per sperare con forza.
Tuttavia vi preghiamo di esprimerla all'indirizzo
email: siamoconvoi@cerchiamodenise.org
scrivere al seguente indirizzo
email: info@cerchiamodenise.org
Per non dimenticare né lei né tutti gli altri bambini vittime, in un modo o nell’altro, della brutalità, anche sottile, e dell’indifferenza degli adulti; dell’indifferenza soprattutto che è a monte di tutti i problemi non solo dei ragazzini, sono e resteranno loro comunque la nostra promessa di buona volontà per il futuro. Il LORO futuro nel LORO mondo.
GRAZIE!
Le ipotesi degli inquirenti individuano sostanzialmente tre piste o tre categorie di piste:
Il sequestro di minore a scopo di lucro.
Quello a sfondo sessuale.
Quello per movente”privato”.
Secondo la prima teoria la bambina sarebbe stata rapita per specularci sì sopra ma, date le condizioni finanziarie diciamo non”eccelse”dei di lei genitori, non per una richiesta di riscatto bensì in quanto la ragazzina sarebbe stata presa di mira, da nomadi oppure extracomunitari clandestini secondo i sospetti principali, in quanto”merce” da “rubare”onde poi”rivenderla”ad un apposito”mercato”al miglior offerente; in tal caso ci sarebbero buone prospettive sul mantenimento in vita della piccola Denise eccettuato che gli”acquirenti”non siano aguzzini sessuali oppure trafficanti d’organi, per il resto questa”refurtiva”sarebbe tanto più lauta quanto inerente soggetto vivente per coloro che ancora non l’avessero”piazzata all’asta”. Sempre sù questa prima pista è difficile che i rapitori restituiscano la piccina senza esservi costretti in un modo o nell’altro. Sulla seconda invece il sequestratore invece potrebbe aver avuto un movente passionale, pedofilo nel secondo caso nonché personale ed esistenziale nel terzo, allora le indagini non dovrebbero limitarsi a vertere in una sottocultura criminale, quella rom oppure slava così come già accennato ma non solo, bensì anche in una o più persone slegate da qualsiasi referente se non uno psichiatrico; insomma un sondare strati e substrati psicologici in linea di massima oltre che terreni, mare nonché sorgenti d’acqua dolce così come si sono prodigati a fare volontari locali oltre che le autorità. Lacunoso ovvero la mancata presenza di una U.A.C.V. una unità d’Analisi del Crimine Violento.
PROFILO:
Dei due elementi per quest’elaborazione non disponiamo che del solo modus operandi, per fortuna dato che la firma non sarebbe che ricavabile da altro che da una salma, su questo le dicerie, ovviamente convalidate da certa articolistica diciamo di vena facile, hanno insistito su tre stenosi:
che la messa a punto del sequestro in una via trafficata in pieno giorno non potesse che esser favorita dall’omertà di vicini nonché passanti.
che il rapitore non potesse esser che uno dei residenti di Via Domenico La bruna oppure un congiunto in visita a qualcuno dei suddetti in maniera appunto da riuscire inosservato.
che la piccina non si sarebbe mai lasciata adescare da un estraneo o che comunque avrebbe saputo oppore sufficiente resistenza fisica da allertare gente.
In realtà il sequestro è stato più smaccatamente facile, anche per la coscienza del suo esecutore ovviamente, che un taccheggio o un borseggio, chi è che per via sta SEMPRE attento a tutti e a tutto? non sarebbe un essere umano anzi, disinvoltura, sangue freddo e self-control del rapitore hanno completato i punti a suo vantaggio, di quì l’ingenuità del primo punto tra l’altro verificabile tramite l’esperienza di ognuno di noi; per il secondo poi l’estraneità del rapitore ai residenti non gli avrebbe pregiudicato affatto il riuscir a tastare il terreno abbastanza per poi sentirsi sicuro da poter sequestrare la piccola Denise, da quella strada infatti s’accede sia al cimitero che al mercatino del mercoledì tra le altre o viceversa da essi si può risalire anche da Via Domenico La Bruna, questo non è che un esempio per cui il futuro rapitore potrebbe essersi reso familiare quella strada, ovviamente la presenza frequente in essa di bambini in gioco se non proprio di quella ragazzina già designata l’avrebbero ulteriormente attirato stimolandogli inoltre giorno dopo giorno anche i suoi insani propositi. Sorvolerò pietosamente sul terzo punto, il più ridicolo di tutti e tre, per giunger subito a sottolineare la glaciale nonchalance del sequestratore all’opera, segno essa della determinazione criminale di un principiante non meno che di un probabile serial killer consumato a simili gesta, anche nel caso d’imprevisti nella prontezza d’inventare una scusa per aver avvicinato Denise; l’indiziato-tipo sa mantenere il controllo e probabilmente riesce a fornir buone impressioni su di sé in circostanze quotidiane, è intelligente e calcolatore nella vita di tutti i giorni così come in quello in particolare ha saputo passare inosservato pur mentre trascinava Denise probabilmente dentro un veicolo in sosta di sua proprietà. Cosa in cui le eventuali urla della vittima anche se non chetate immediatamente saranno passate inascoltate sia per le strilla degli altri bambini che per le grida confusa degli adulti nel mercatino giù in fondo….per non glissare sul fatto che una ragazzina di quell’età tende a sbraitare i suoi capricci con adulti severi. Questo profilo però implica di per sé dati meno generici oltre che più interessanti, innanzitutto soffermiamoci sui due possibili moventi a monte dell’insano gesto: la pedofilia oppure la vendetta trasversale, per il primo Denise è l’oggetto del desiderio patologico del rapitore, bersaglio predefinito oppure quello lì per lì più vulnerabile magari per isolamento fisico? La scelta tra tutti gli altri bambini che giocavano all’aperto accentuerebbe la raffinatezza del modus operandi già di per sé fine ma questo non lo si può evincere, oltre che in ciò il sequestratore ha tratto piacere dallo scacco inflitto alla società in una sua campionatura là all’aperto in pieno giorno; duplice piacere proseguito con lo spettacolo mediatico delle risapute conseguenze del di lui misfatto oltre che colla segregazione della ragazzina in sua balìa, di qui l’elevata percentuale della sopravvivenza di Denise in mano del suo aguzzino che in lei vede superstite anche l’eccitazione di quel maledetto mercoledì di fine estate. Deduzione questa che comporterebbe un’ulteriore stima sulle mosse del soggetto in questione. Egli potrebbe essersi infiltrato tra i volontari a sostegno delle forze dell’ordine durante le ricerche, un”gioco”questo per seguire ancor più da vicino le vicende che lo riguardano e lo eccitano così come il possesso della piccina, potrebbe essersi divertito a spedire messaggi, inviare e-mails o segnalazioni sul caso proprio da lui scatenato, potrebbe aver partecipato alle manifestazioni di pubblica solidarietà soprattutto per almeno guardare dal vivo i genitori della sua piccola vittima; sempre come soggetto sessualmente deviato egli potrebbe aver sviluppato fantasie sulla madre di Denise Pipitone, soprattutto ciò a seguito del risalto conferito dai mass media alla figura della signora Piera Maggio. Possibile allora una raccolta di foto sulla suddetta non meno che di reperti tipo magliette o cappellini forniti soprattutto ai volontari dai Campisi. Nel caso invece di una ritorsione contro uno o entrambi i coniugi Pipitone, vale a dire in cui la loro figlioletta non sia importante di per sé bensì quale strumento di tortura psicologica contro i genitori, chi la tiene in ostaggio, scartati nel corso dell’inchiesta coloro che avessero motivi acclarati di rancore verso i Pipitone, allora presenta una morbosità più singolare nonché meno semplice di quella del precedente esempio; insomma lo psicopatico in questione potrebbe aver sviluppato da un’antipatia istintiva verso uno o ambedue i Pipitone fino ad un odio insanabile….fermo restando la sua in sospettabilità data la possibile trascurabilità dell’episodio di attrito in questione, di qui l’eventualità di un individuo con turbe psichiche, magari ben dissimulate oppure non avvertite da altri per riferirci al suo profilo tratto dall’audace modus operandi, derivate da immaturità relazionale cagionata da un’infanzia caratterologica. Secondo una persona simile le persone da lui detestate rappresentano quanto di peggio l’umanità possa presentargli, nel subcosciente di fatto valvole di sfogo proiettivo di componenti negative inaccettate a livello cosciente e perciò represse in terzi, di qua l’accettabilità come rappresaglia di un ostaggio, di un atto di per sé ignobile ma secondo lui degno se valevole a seviziare moralmente i suoi nemici, anche in questo caso potrebbe trattarsi di un serial killer in quanto sarebbe altamente improbabile un’alchimia d’odio irripetibile coi soli Pipitone; di qui un analogo divertimento del colpevole ad infiltrarsi nella vita pubblica sconvolta dal suo gesto, divertimento non solo alla vista della sofferenza dei genitori di Denise ma anche dalla gratifica derivante dall’orrore collettivo, atteggiamento questo teso a rafforzare il suo ego psicotico patito di una minorazione sociale che proprio in gesta sifatte troverebbe una mèta fittizia di compensazione, insomma con queste debite differenze questo secondo esempio tenderebbe così come il primo ad intrufolarsi nel subbuglio creato non meno che forse a mantener in vita l’ostaggio.
MISURE CONSIGLIATE PER IRRETIRE IL COLPEVOLE SULLA BASE DEL DUPLICE MA UNIVOCO PROFILO TESTE’ STILATO:
Sfruttare l’enfasi giornalistica sulla scomparsa di Denise per sfidare il responsabile a mettersi in contatto, telematico oppure cartaceo, cogli organismi giudiziari, colla stampa e/o coi Pipitone, da non sottovalutare le collaborazioni di sacerdoti vincolati dal dogma del segreto confessionale, vedasi ad esempio l’appello del Don Fortunato di Noto di Meter; le sue dichiarazioni specificavano la disponibilità ad”ascoltare ed aiutare”sicchè un ulteriore stimolo al responsabile potrebbe venirgli dal parlarsi addosso, atteggiamento questo viziosamente tipico di personalità narcise come quelle dei serial killers a che tanto col vantarsi con le controparti quanto nell’autoassolversi con un prete questo interlocutore svelerebbe tratti di sé utilissimi ad arricchirne il profilo comportamentale. Nel caso del parroco è raccomandabile accentuare comprensione per il di lui stato psichico.
Sottoporre al vaglio i nominativi di coloro che si siano offerti volontari escludendo i soggetti di sesso femminile eccettuato per quelle coniugate oppure compagne di individui corrispondenti a detto profiling.
Analogamente mettere al setaccio i mittenti di messaggi ed e-mails senza discernere sul genere inerente cadauno di essi.
Zoomare sulle facce maschili dei partecipanti filmati durante le manifestazioni di pubblica solidarietà.
Attivare altre iniziative simili, ad esempio un convegno sugli abusi ai minori dedicato a Denise con ingresso libero, registro di firme con dichiarazioni e telecamera nascosta rivolta sui convenuti siano essi firmatari o no.
Sempre telecamera celata su un altarino dedicato a Denise su cui invitare a depositare bigliettini oppure altro, fare altrettanto se non anche rovistarvi sarà allettante per il responsabile non meno che udir parlare(anche)di lui alla convention di cui al punto precedente.
Includere nel gotha degli indiziati chiunque la signora Piera Maggio possa indicare come pretendente passato senza glissare nemmeno su quanti c’abbiano”provato”almeno una volta e raffrontando i loro volti con quelli raccolti così come già spiegato.
Nella pista del movente privato: operare identico confronto anche con quanti pur non avendo mai avuto a che fare direttamente coi Pipitone li abbiano criticati per ragioni o sulla maniera d’educare i figli o su peculiarità d’ogni altro tipo sospetto.
In conclusione di rilievo, sempre nella casella di posta elettronica dedicata a Denise, la segnalazione di un tentativo di sequestro di un bambino, tentativo appunto fallito ma ricordato come denunciato, verificatosi proprio nella medesima strada in cui di lì a poco sarebbe stata rapita la ragazzina in questione; il mittente finiva consigliando di controllare se quel tentativo passato non fosse avvenuto anch’esso di mercoledì, insomma egli raccomandava di appurare se non vi fosse un possibile collegamento colla giornata di mercatino poiché Denise avrebbe potuto esser stata trascinata dentro il camion della merce di un bancarelliere, dentro il quale almeno a parere del mittente la voce di Denise non si sarebbe potuta sentire, certo però e stavolta non è più l’opinione del mittente il mercatino sarebbe distante non poco dal punto dannato ma questo suggerimento non sarebbe disprezzabile ….per quanto un camion posteggiato in via non sarebbe passato inosservato così come una delle tante macchine parcheggiate.