Il Test di Rischio Vittimologico :

Proposta di test standardizzato per rilevare il fattore di rischio vittimologico personale

(estratto)

 

ABSTRACT

Secondo una recente statistica, negli ultimi anni i fenomeni criminosi di tipo aggressivo sono in aumento sia in Italia che in tutto l’occidente e soprattutto a ridosso di metropoli o centri fortemente urbanizzati. Le cause di questo trend in aumento sono molteplici, ed in questo contesto, la teoria di Merton sull’anomia ( Merton’s Anomie Theory ) sembra avere un significato importante : essa identifica nella disparità  tra gli obiettivi che un individuo si pone ed i mezzi che ha a disposizione per raggiungerli una condizione criminogena rilevante. In una politica di prevenzione contro tali fenomeni si è provveduto a costruire un questionario denominato Test di Rischio Vittimologico ( T.R.V. ) composto da items che indagano abitudini, stili di vita ed altri fattori potenzialmente predisponenti ad un rischio-aggressione. Tali items sono formati da domande dirette a risposta multipla; Si è proceduto ad una analisi statistica per rilevare la significatività del test mediante un procedimento di confronto tra medie di gruppi, sperimentali e di controllo. Il risultato di tale analisi conferisce al test una forte significatività predittiva che in una politica di prevenzione sarebbe molto utile per rilevare il fattore di rischio e gli atteggiamenti predisponenti al rischio aggressione in modo da poter intervenire per modificarli ed essere meno esposti a tali fenomeni.

 

ABSTRACT (english)

According to a recent study, the aggressive phenomenon are increased in the last years in all the occidental country, principally in  metropolis or near strong urbanized areas. The causes of this increasing trend are various, but in this contest the Merton’s Anomie Theory have an important meaning : this theory identify a relevant criminogen condition in the disparity between people’s personal targets and in the available means which the people’s have to  acquire that targets. In a preventing politic for aggressive phenomenon  we have make on a questionnaire called Test of Victimological Risk ( T.R.V. in Italian ) based on items which value the risk factor of being victim of aggressive crime. We have done a statistic procedure to give Test a validity for future predictive using. 

 

1.1 Introduzione

 

Secondo una recente statistica di rilevanza nazionale (Barbagli 2003), gli episodi di aggressione, soprattutto a ridosso di metropoli o centri fortemente urbanizzati, sono in forte aumento negli ultimi anni.

In particolare la sopracitata statistica prende in considerazione un lasso di tempo di circa dieci anni, dalla prima metà degli anni novanta al 2003 anno di pubblicazione. Nel nostro paese, l’ Italia, questo tipo di fenomeno ha da sempre avuto fluttuazioni cicliche, mantanendo però, soprattutto nel periodo sottoposto alla statistica, un trend crescente.

Dalla statistica si evince che : gli unici reati ad aver avuto un trend in diminuzione sono omicidi, scippi, e  furti di veicoli od oggetti su automobili. Il trend crescente lo hanno fatto registrare i reati di  lesioni dolose, violenza carnale e molestie, commercio di sostanze stupefacenti, borseggio, ed i furti in negozi o appartamenti.

[.....]

Di grande importanza in quest’ottica appare anche il ruolo che ha la vittima del crimine in questione durante l’azione deviante; infatti la vittima ha un suo ruolo, e spesso anche delle responsabilità sull’andamento del reato.

 Questi eventi sono stati studiati in criminologia negli ultimi anni, tanto da formare un’area di studi denominata vittimologia.

Appare quindi evidente l’importanza di una politica di prevenzione rispetto a questa tipologia di atti criminali;

Lì dove si è riusciti nella sensibilizzazzione alla prevenzione, i suddetti fenomeni criminali hanno subito un netto calo.

 

1.2 La Vittimologia

Il concetto di vittimologia è nato relativamente tardi rispetto al resto delle discipline criminologiche.Infatti sin dagli albori della criminologia tutte le attenzioni venivano riposte nell’ offender ( aggressore ), oppure all’azione deviante, e si percepiva la vittima solo come elemento passivo del crimine, alla stregua quasi di un comune oggetto, che data la sua passività, non aveva alcuna importanza nelle genesi e nella prosecuzione del crimine.[....]Le modalità in cui si può essere vittimizzati sono varie, e sono mutabili nel tempo;[....] Queste modalità in senso più generale possono essere elencate come segue :

Ø     ABUSO ECONOMICO [....]

Ø     ABUSO FISICO [....]

Ø     ABUSO DI NATURA SESSUALE [....]

Ø     ABUSO VERBALE [....]

Ø     ABUSO PSICOLOGICO O EMOTIVO [....]

Ø     ABUSO SOCIALE [....]

 

1.3 La Prevenzione

La prevenzione del crimine, è necessario precisarlo, deve essere considerata come un dovere di tutti i cittadini ( Zannoni, 1998 ), non affidando tale compito solo ed  esclusivamente allo Stato ed ai suoi organi di pubblica sicurezza, ma ad ogni cittadino, il quale ha il preciso dovere, civile e costituzionale, di contribuire alla prevenzione, e non facendolo si mette in pericolo sia la persona che l’ordine sociale.Nondimeno d’altro canto, ogni cittadino ha diritto alla propria libertà, sancita nella costituzione, se quest’ultima non viola la legge. In una società “Utopica” dove la prevenzione viene messa in pratica perfettamente e sistematicamente da tutti i cittadini e dove le forze di pubblica sicurezza contengono tutti i fenomeni criminali, una qualsiasi persona, nel pieno possesso delle sue facoltà e della sua libertà, potrebbe liberamente inoltrarsi ad ora tarda, in un luogo buio, poco frequentato, non preoccupandosi di ciò che lo circonda, senza che ciò lo esponga ad alcun tipo di rischio : questa persona ha il diritto alla sua libertà e ha il diritto di non correre tali rischi.

Purtroppo tutto questo non fa parte della realtà!

Il rischio di subire un qualsiasi tipo di crimine esiste e può essere attribuito a tutti, senza esclusioni :

TUTTI SIAMO POTENZIALI VITTIME!

[....]  In conclusione : La prevenzione alla sicurezza personale è un atteggiamento costante, da mettere in pratica in ogni momento, ma con maggiore attenzione in certe occasioni ed in certi momenti della giornata.

 

1.4  Proposta di Test standardizzato per valutare il grado di rischio vittimologico personale

In accordo con le teorie Vittimologiche sopradescritte, e con la politica di prevenzione illustrata, si è proceduto a costruire un Test denominato Test di Rischio Vittimologico (T.R.V.) composto da items che indagano abitudini, stili di vita ed altri fattori potenzialmente predisponenti ad un rischio-aggressione. [....]

CAMPIONE : Il campione è costituito da 77 soggetti di una età variabile tra i 18 e 54 anni, in prevalenza studenti universitari intervistati nelle città di Napoli, Caserta e Roma. [....]

OBIETTIVO : Per dimostrare la validità del Test si è proceduto ad una analisi statistica per il confronto delle medie tra i gruppi, in particolar modo si è proceduto a verificare l’ipotesi per cui il gruppo Sperimentale ottiene un punteggio medio significativamente superiore al gruppo di controllo; Per cui, in una futura utilizzazione di questo Test in un contesto di prevenzione o di sostegno a vittime di aggressione, in base al punteggio risultato si può assegnare un soggetto ad un gruppo piuttosto che ad un’altro  deducendo così la probabilità di subire un fenomeno criminale quale una aggressione, e così facendo responsabilizzare il soggetto e modificare, dove possibile, alcuni comportamenti predisponenti ad un crimine aggressivo al fine di prevenire tali fenomeni criminosi.

ANALISI STATISTICA :

GRUPPO TOTALE   n=77

Media

8,052

Deviazione Standard 

2,322

 

GRUPPO SPERIMENTALE (A)  n=16

Media (A)

8,688

Deviazione Standard  (A)

1,815

 

GRUPPO DI CONTROLLO (B)   n=46

Media (B)

7,739

Deviazione Standard  (B)

2,38

 

GRUPPO DI CONTROLLO INTERMEDIO (C) n=15

Media (C)

8,417

Deviazione Standard  (C)

2,906

 

Confronto statistico tra medie di due gruppi

Per operare il confronto utilizziamo il Test.Z [....] il TEST.Z restituirà un valore maggiore di 0,5  dove all’aumentare di tale valore aumenta la significatività della differenza tra le medie. Risultato :

TEST.Z GRUPPO(B)\GRUPPO (A) =  0,997  

TEST.Z GRUPPO(B)\GRUPPO (A)  >  0,5

 

1.5 Conclusioni             

Dall’analisi Statistica, mediante l’applicazione del TEST.Z per il confronto delle medie tra gruppi, si evince che :

La media matematica del GRUPPO SPERIMENTALE (A) è significativamente maggiore della media matematica del GRUPPO DI CONTROLLO (B) ;

Da questi risultati si può dedurre che : I soggetti che hanno un punteggio più alto al T.R.V. sono soggetti che hanno subito una o più aggressioni nei due anni precedenti alla somministrazione dello stesso, per cui è plausibile dedurre che tali soggetti abbiano dei fattori di rischio maggiori rispetto ai soggetti che non hanno mai subito aggressioni. Inoltre : Un soggetto che al Test di Rischio Vittimologico proposto ottiene un punteggio uguale o  superiore alla media del gruppo sperimentale, è plausibilmente associabile a tale gruppo per cui ha una maggiore probabilità di subire un fenomeno criminoso aggressivo come quelli dichiarati dai soggetti del gruppo sperimentale rispetto ad un soggetto che ottiene un punteggio associabile alla media dei punteggi del gruppo di controllo.In una politica di prevenzione, un test standardizzato che predica la probabilità di subire un fenomeno criminoso aggressivo, può essere molto utile non solo per responsabilizzare un soggetto alla eventualità di subire tali fenomeni criminosi, ma anche essere di sostegno, mediante una analisi delle risposte agli Items, con la quale si può fornire al soggetto un concreto feedback atto a modificare taluni comportamenti predisponenti al fattore - aggressione.

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*Il testo qui pubblicato è in forma ridotta per esigenze editoriali; chi fosse interessato all'estratto COMPLETO può inviare una mail all'indirizzo : webmaster@criminiseriali.it

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BIBLIOGRAFIA :

De Leo G.  Patrizi P. ,  Psicologia della devianza, 2002

Durkheim E. , Le regole del metodo sociologico, 1897

Lombroso C. , Il delinquente nato, 1876

Strano M. , Manuale di Criminologia Clinica, SEE, 2003

Volpe O. , Le statistiche internazionali del crimine, Telematic Journal of Clinical Criminology,  2005

Zannoni E. , Preventing close store crime, Telematic Journal of Clinical Criminology,  2004