“ LA PEDOFILIA IN RETE ”

 

Pedofilia, Pedopornografia ed aspetti di tutela del minore su internet

 

Relazione del Dr. Fabio Delicato

Convegno “Viaggio nelle Tenebre”

Sabato 19 Maggio 2007

 Sakura Hotel, Torre del Greco – Napoli –

 

1. Introduzione

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un massiccio incremento di un fenomeno molto particolare, ovvero l’uso di una nuova e moderna risorsa come il web per scopi di pedofilia e pedopornografia.

Ma qual è il motivo per cui queste persone sono così favorevoli all’uso di tale strumento?

Innanzitutto possiamo immaginare che l’uso di internet garantisce ( almeno inizialmente ) un certo anonimato per queste persone, in più moltiplica esponenzialmente le possibilità di contatto con le persone che lo utilizzano, in particolar modo i minori. Infine tramite programmi o protocolli di scambio file e siti internet appositamente studiati, esiste una facile reperibilità di materiale pornografico raffigurante bambini. Ma per comprendere meglio tale fenomeno è utile capire prima che cosa è la pedofilia per poi comprendere il perché di un così favorevole uso del web.

 

 

2. I Disturbi Sessuali

 

La Psichiatria e la Psicopatologia distinguono i disturbi sessuali in tre grandi categorie ( DSM IV TR ) :

 

-         Le Disfunzioni Sessuali

 

-         Le Parafilie

 

-         I Disturbi dell’identità di genere

 

2.1 Le Parafilie

Di queste tre grandi categorie, quella che ci interessa approfondire è la categoria delle Parafilie (perversioni).

Possiamo definire le Parafilie come :

 

         Ricorrenti impulsi, fantasie, o comportamenti sessuali che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali e causano disagio clinicamente significativo o compromissione nell’area sociale, lavorativa, o di altre aree del funzionamento.

 

Questi impulsi sono avvertiti dal soggetto come impellenti e molto forti; impulsi che devono essere soddisfatti. Questi comportamenti o oggetti sessuali inusuali spesso sono l’unico modo del soggetto parafilico per raggiungere un completo soddisfacimento : un rapporto sessuale “normale” non è soddisfacente per questi soggetti proprio per l’impellenza di tali impulsi. Tutto ciò causa a chi soffre di questa psicopatologia un disagio clinicamente significativo, con compromissione di una o più aree di funzionamento come quella sociale ( ad es. la difficoltà di intraprendere una relazione interpersonale sana e stabile a causa di questi impulsi impellenti )  lavorativa, etc.

In accordo con Gillespie (1956) possiamo sostenere che l’elemento fondamentale della sessualità umana è la capacità di instaurare relazioni psicologiche. L’elemento fondamentale della perversione, quindi, è l’incapacità di instaurare una relazione amorosa soddisfacente con l’oggetto sessuale, per cui si cercano altre strade o altri oggetti sessuali per tentare di colmare questa incapacità.

Secondo Mac Cary (1967) possiamo classificare le parafilie in tre criteri direttivi con conseguenti tre categorie :

 

I° Modi anormali del funzionamento e della qualità della tendenza sessuale :

         Sadismo

         Masochismo

         Esibizionismo

         Voyeurismo

         Travestitismo

         […]

II° Scelta abnorme del partner sessuale :

 

         Pedofilia

         Zoofilia

         Necrofilia

         Feticismo

         Frottage

         Gerontofilia

         Wife swipping (scambio di coppia)

         Mysofilia, Coprofilia, Urofilia

         [….]

 

III° Grado Abnorme di desiderio o forza della pulsione sessuale :

 

         Frigidità

         Impotenza

         Ninfomania

         Satiriasi

         Rape (stupro)

         [….]

 

2.2 La Pedofilia

 

Possiamo definire la pedofilia come :

 

         L’interesse sessuale che si incentra su bambini prepuberi (13 anni o meno) e si manifesta come fantasie, comportamenti, impulsi persistenti ed eccitanti della durata minima di 6 mesi, che comportano attività sessuale con fanciulli. Il soggetto deve avere almeno 16 anni ed essere di almeno 5 anni più grande del bambino. (DSM IV TR)

 

Possiamo avere due differenti tipologie di orientamento nel soggetto pedofilo :

 

-         Esclusivo (attrazione solo per i bambini)

 

-          Non Esclusivo (l’attrazione si estende anche agli adulti)

Nel pedofilo a carattere ESCLUSIVO l’interesse sessuale è incentrato solo ed esclusivamente su bambini prepuberi, si nota la mancanza di qualsiasi altro interesse di natura sessuale verso altri oggetti sessuali.

Nel pedofilo a carattere NON ESCLUSIVO invece, c’è una concomitanza di interessi di natura sessuale verso oggetti sessuali diversi, sia verso bambini che verso persone adulte. Spesso questi soggetti sono sposati o hanno una compagna e dei figli, con una parvenza di vita sessuale nella norma, ma in particolari periodi di stress gli impulsi parafilici latenti si possono slatentizzare e portare tali soggetti ad agire la propria perversione, come nel caso dei pedofili egodistonici ovvero dei pedofili che non sanno di esserlo fino a quando non lo “scoprono per caso” tramite contatti con altri pedofili, o con immagini pedopornografiche etc.

 

2.3 Caratteristiche di personalità del Pedofilo

 

Per meglio comprendere la pedofilia ed il motivo per cui molti pedofili trovano in un mezzo come internet un alleato e un “facilitatore” della propria perversione, è utile indagare le caratteristiche di personalità che si possono spesso riscontrare in questi soggetti. Queste caratteristiche non sono una conditio sine qua non  di questa patologia, bensì una serie di caratteristiche di personalità comuni in una larga percentuale di questi soggetti.

Esse sono :

 

         A) Immaturità affettiva caratterizzata da :

Scarsa efficienza e rapida esauribilità dei freni inibitori di fronte all’urgenza e all’imminenza degli impulsi sessuali, affettività più egocentrica che adattiva, funzioni affettive labili, bassa tolleranza alle frustrazioni, ipersensibilità alle critiche.

 

         B) Identificazione deficitaria  caratterizzata da :

Mancato riconoscimento delle proprie componenti sessuali, processo di identificazione non adeguato, legame oggettuale primario patologico ed espresso attraverso l’indifferenziazione e l’idealizzazione dell’oggetto indifferenziato.

 

         C) Relazioni interpersonali inadeguate

La deficitaria identificazione, la mancanza quindi di un modello chiaro di comportamento, fanno si che questi soggetti stabiliscano e mantengano rapporti confusivi e indifferenziati.

 

Nell’analisi di queste caratteristiche, e prendendo in considerazione soprattutto la terza, inerente alle deficitarie ed inadeguate relazioni interpersonali, e la difficoltà di riuscire spesso ad interagire con le altre persone e con i bambini stessi ( almeno nelle prime fasi di slatentizzazione della patologia ), possiamo immaginare come uno strumento potente come il web possa facilitare i tentativi di approccio del pedofilo verso le sue vittime; la possibilità di nascondersi dietro uno schermo, di fingersi un ragazzino di 11 anni (circostanza che si verifica a livello affettivo ) può incoraggiarlo ed aprire al pedofilo un mondo di possibilità e di potenziali vittime.

 

3. La pedofilia in rete

 

L’attività di ricerca ha evidenziato una casistica variegata di approccio con il minore (o con la sua raffigurazione fotografica) che varia dalle semplici fantasie intrapsichiche (non agite) a forme di contatto fisico, saltuario o stabile, fino ai contatti violenti.
I dati della ricerca pubblicata dalla Polizia Postale nel 2003 indicano che il pedofilo on-line è nella maggior parte di sesso maschile (maschi 96%, femmine 4%) ed è più giovane rispetto all’età che ci si potrebbe immaginare.

 

Queste le varie fasce di età e le relative percentuali:

 

         10-20 anni: 3%;

         21-30: 44%;

         31-40: 27%;

         41-50: 11%

         51-60: 14%

         oltre i 60 anni: 1%).

 

Naturalmente ci si riferisce ad un campione di pedofili che agiscono in Internet e dunque l’età giovane potrebbe essere correlata a questo fattore.

Il pedofilo conosce i gusti ed i desideri dei bambini ed è molto scaltro nel chiedere ai ragazzi informazioni sui loro hobbies, i gusti, gli interessi, proponendogli anche oggetti o situazioni per lui particolarmente interessanti.

Utilizza strumenti informatici come :

 

         Chat

         Webcommunity

         Messaggerie

         Forum

         Videogiochi online

 

Questi strumenti sopraccitati sono tutti strumenti molto frequentati

dai giovani ed anche dai bambini che usano internet, e sono di facile accesso per tutti. Entrare in un forum di una squadra di calcio o nella Chat della stessa fingendosi un bambino e condividendo la passione per questo o quel calciatore, piuttosto che cantante etc. è molto semplice; così il pedofilo entra in contatto con le proprie vittime cominciando le conversazioni da semplici argomenti che possono appassionare il bambino, per poi dirigere tali argomenti verso uno in particolare : il Sesso. Spesso una delle prime domande che il pedofilo fa ad una potenziale vittima è se è solo in casa, in seguito, se la risposta è affermativa, dirige la discussione verso tematiche sessuali sempre più forti ed esplicite e spesso fino ad arrivare a chiedere un incontro reale al bambino.

 

3.1 La pedopornografia

 

Il Protocollo Facoltativo del 2000 alla Convenzione di New York definisce così la pedopornografia :

 

Qualsiasi rappresentazione di fanciulli, indipendentemente dal mezzo utilizzato, coinvolti in attività sessuali esplicite, reali o simulate, e qualsiasi rappresentazione di organi sessuali di fanciulli a scopi prevalentemente sessuali”.

Alcuni autori hanno cercato di classificare i collezionisti di materiale pedopornografico (Hartmann e coll. 1984) identificando 4 categorie:

 

         1) closet : usano materiale pedopornografico che non condividono con nessuno e raramente mettono in pratica molestie ed agiti pedofili.

 

         2) isolated : condividono il materiale pedopornografico con le loro vittime.

 

         3) cottage : scambiano e condividono la propria collezione con altri collezionisti

 

         4) commercial : col principale interesse di trarre guadagno dalla vendita del materiale pedopornografico.

 

Ma a cosa serve questo materiale? A quali funzioni può assolvere?

Ebbene il materiale pedopornografico non ha una sola ed unica funzione ma può assolverne varie anche contemporaneamente; per cui questo materiale può costituire :

 

-         Un sostituto per non commettere atti sessuali illegali (agiti)

 

-         Un feticcio (in particolare quando appartenente o collegato alle proprie vittime, reali o immaginarie)

 

-         Uno strumento di persuasione sulle proprie vittime del fatto che sia normale che adulti e bambini intraprendano un certo tipo di relazione

 

-         Un mezzo di ricatto verso le proprie vittime , nei confronti di genitori o parenti, per costringerli a mantenere il segreto su quanto sta accadendo

 

-         Un mezzo per ottenere, attraverso lo scambio con altri collezionisti, il nominativo di un bambino già vittimizzato o di una qualche organizzazione che si occupi di procurarlo

 

-         Una mera fonte di guadagno ( varie organizzazioni criminali possono trarre profitti molto elevati e si possono instaurare  “reti” di pedofili in tutto il mondo che collaborano in questo senso con queste organizzazioni criminali. )

 

3.2 Aspetti giuridici

 

Il dilagare di questo fenomeno, l’allarme sociale che ne è giustamente derivato, l’aumentare della potenza di tale strumento, hanno fatto si che anche gli aspetti legislativi si adeguassero alle nuove situazioni ed alle nuove problematiche esistenti.

L’Italia è sempre più attenta a questa tipologia di fenomeni, ad esempio, con la legge 6 febbraio 2006, n. 38 ,che ha modificato la legge 269/98 introducendo la nuova fattispecie di reato di “pedopornografia virtuale” ( con le pene applicabili come da art. 600 ter e 600 quater del Codice Penale, seppur diminuite di un terzo ) che si verifica quando il materiale pedopornografico rappresenta immagini relative a bambini ed adolescenti, realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate, in tutto o in parte, a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.

 

3.3 Aspetti Preventivi

 

Quali misure preventive possiamo adottare per contrastare questo fenomeno? Le azioni da intraprendere sarebbero molteplici; La più importante però ritengo sia l’educazione all’uso di  internet da parte di professionisti adeguatamente formati per lo scopo.

Ma educazione per chi? L’obiettivo di questo aspetto preventivo non sono solo i minori ma anche le loro famiglie.

Possiamo così suddividere in due aspetti tale azione preventiva :

 

-         Educazione per la Famiglia : spiegare al bambino a cosa va incontro, non vietare totalmente lo strumento internet ma regolamentarlo, posizionare il PC al centro della casa come una “risorsa” fruibile da tutta la famiglia.

 

-         Educazione per il minore : attività di sensibilizzazione ai pericoli potenziali, protezione con programmi appositi di riconoscimento di “keywords” a carattere sessuale, spywere e altri pogrammi simili.

 

Per attuare queste politiche di prevenzione purtroppo non basta la sola buona volontà dei professionisti che si adoperano in tali ambiti, ma è necessario una presa di coscienza di tutta la società, e soprattutto l’intervento concreto delle Istituzioni per sostenere progetti in questo campo.  

L’IMESF - Istituto Meridionale di Scienze Forensi -  in collaborazione con AURORA – Centro nazionale per i bambini scomparsi e sessualmente abusati -  sono in prima linea nella lotta contro la pedofilia e la pedopornografia, e promuovono con eventi e pubblicazioni  tali politiche di intervento e prevenzione.

 

Dr. Fabio Delicato

Psicologo clinico